GALLINELLE BYLA CASA DI
RICICLANDIA
TIZYDEM
(CAMPANIA * ITALY)

spazio di incontro e confronto di donne artiste non conosciute, di tutto il mondo.
STULTUM EST DICERE PUTABAM
Quell'ospedale era talmente lussuoso da sembrare un Grand Hotel. E altrettanto rinomato. Il dottor Mayo lo aveva convocato per comunicargli gli esiti di 20 giorni di ricerche e accertamenti sulle condizioni di sua madre. Una simpatica e vivace signora di 60 anni improvvisamente colpita da fastidiosi e allarmanti disturbi.
- sua madre ha una patologia irreversibile e progressiva che le lascerà non più di due mesi di vita. Inoperabile.-
L'etica porofessionale medica del Paese dove il dottore operava prescrive che al paziente sia data informazione completa e tempestiva della sua sorte qualunque essa sia e specialmente se trattasi di prognosi infausta.
-per questo mi stupisco che lei non sia qui...a prendere conoscenza della sua condizione...-
Robert, invece, prendeva tempo per rispondere, straziato in un letto di Procuste tra la disperazione per la notizia e la rabbia per come il dottore gliela aveva comunicata. Aveva tenuto il mento sul petto e le mani sulle tempie per un istante interminabile.
Poi aveva parlato con tono determinato e definitivo.
-accetto la sua diagnosi, dottore, ma non la sua sentenza. Lei non parlerà a mia madre. Anzi. poiché l'ha già condannata con le sue parole, faccia conto che sia già morta.Il resto, d'ora in poi, sarà compito mio.-
Mayo accolse questa reazione di Robert con un'alzata di spalle dopo un primo momento di disappunto. Poi si accese un sigaro e guardò dabbasso.
Con una cartella verde in mano, l'impertinente figlio della sua paziente era saltato dentro un'auto sportiva guidata dalla moritura.

Rondine
Va’ rondinella ,
va’ e percorri i meandri del cielo,
per godere la vera libertà.
Va’ con le tue tremule ali
in alto, sempre più in alto,
con la velocità del vento.
Mi piace guardarti
quando all’imbrunire,
giochi con le tue compagne;
quando sali, scendi, risali
con tanta leggerezza
da sembrare una farfalla.
Ti invidio.
Vorrei anch’io volare in alto,
per evadere da questo mondo
inquinato e insanguinato,
dove regna l’odio, la miseria e l’ingiustizia.

LA ESPERANZA ES PARA LA GENTE QUE VIVE SIN GRACIA
Un vecchio africano vestito di bianco, una donna tarchiata e coi capelli ricci, un ragazzetto con zazzera sotto a i 5 anni, in questo ordine, correvano correvano correvano.
Alle elementari ricordo Tiziana, una compagna di scuola che, quando interrogata in Storia non si raccapezzava con gli eserciti,e su chi perseguitava chi, diceva: il nemico. Visto e considerato che se uno batte in ritirata, l’altro che lo insegue non può essere un amico.
Dunque il nemico serrava dappresso i tre nostri che a gambe levate si incitavano l’un l’altro a battersela, senza manco guardarsi indietro.Il nero guidava la fuga : a destra, a sinistra, poi d’improvviso disse: scendete!
Il cunicolo era stretto come una scala a chiocciola, similmente all’interno delle torri di un castello e così percorsero senza respiro, in un caldo crescente che non avevano il modo di soffermarsi a considerare, quasi un chilometro sotto terra, en el obscuro subsuelo encerrados.
Il piccolo Julien aveva tanto spazio per la paura quanto misurava il suo corpicino. Il cuore gli cozzava contro le sbarre del torace, le minuscole ginocchia gli toccavano il petto. Curvi e a testa bassa s’inoltravano sempre più nelle tenebre senza poter alzare la testa nè voltarsi per assicurarsi di restare uniti ma sentivano i passi uno dell’altro e il respiro affannoso.
Repentinamente si parò loro davanti una scala in risalita, giusto una spanna più larga di quelle scese fino ad allora e dalla quale proveniva una luce rosa come di night club. Scalini bianchi e volta illuminata.Julien prese finalmente fiato appoggiandosi con la manina alla parete da dove sulla sinistra sporgeva un corrimano in ferro nero. La donna lo seguiva ansimando e il vecchio si aiutò col supporto nel muro per issarsi con fatica, scoprendo gli stinchi secchi e segnati , con l’altra mano allentandosi la kefia.
Almeno altri 2 chilometri di risalita e poi finalmente una luce abbagliante e un’aria di mare. L’uscita dalla lunghissima scala era l’entrata ad arco in una vasta piazza lastricata come una chiesa con mosaici elaboratissimi e luccicanti che a 700 metri di distanza si apriva su una spiaggia dalla sabbia rosa. Una quinta di palme dal lato destro e un penetrante odore salmastro completavano lo scenario.
I tre ristettero. L’anziano si inginocchiò raccogliendosi in preghiera con le ginocchia schiacciate sul petto e le braccia distese in avanti.
-Allah akbar!- rantolò.
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RACCONTO
BY CLAUDIACAL
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